VERY BIO (MAZZONI) SEMPRE PIÙ “EXPORT ORIENTED”: DOPO L’EUROPA ORA PUNTA ANCHE AL MEDIO ORIENTE

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Very Bio, il ramo di azienda del gruppo Mazzoni dedicato all’Organic Farming italiano, si apre quest’anno per la prima volta all’export extra Europa puntando ai mercati mediorientali degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita.

Contemporaneamente, continua l’espansione in Europa con l’apertura, l’anno scorso, del mercato tedesco (storica destinazione europea dell’azienda) al bergamotto Bio che, da questo mese, sarà esportato verso un’altra destinazione europea già consolidata per l’azienda, ossia la Polonia. Ne parliamo con Francesco Ricchieri (nella foto), responsabile commerciale di Very Bio, in un’intervista esclusiva per GreenPlanet, rilasciata nel corso di The Rome Table, l’evento B2B capitolino organizzato da Omnibus Comunicazione con la collaborazione di Italia Ortofrutta Unione Nazionale, Confagricoltura, Italmercati, CSO Italy e Fruitimprese ed il supporto di Regione Lazio, Assessorato all’Agricoltura, attraverso l’agenzia ARSIAL.

“Il Bio italiano piace all’estero, soprattutto nei Paesi mediorientali – afferma Ricchieri -. Ci riconoscono la capacità di farlo bene e lo apprezzano molto di più di quello prodotto in altri Paesi europei”.

– Quali sono le novità di Very Bio sul mercato di export?

“Siamo partiti, da un anno, con le esportazioni di bergamotto Bio verso il mercato tedesco, e da questo mese il bergamotto lo spediremo anche in Polonia. Per la prima volta, quest’anno, ci affacciamo al di fuori dai confini dell’Ue. Abbiamo iniziato ad esportare i nostri prodotti biologici, negli Emirati Arabi Uniti e puntiamo anche all’Arabia Saudita dove le trattative con alcuni importanti importatori sono già in stato avanzato”.

– Che tipo di prodotti esportate verso questi mercati?
“Prodotti basici come carote, patate, zucche e cipolle bio per quanto riguarda la categoria degli ortaggi. Per la frutta, le esportazioni riguardano le mele, il nostro kiwi giallo ‘Soreli’, e, quando ci sono, anche le pere. Si tratta di prodotti classici perché sono Paesi che non hanno una produzione propria”.

– Quali sono i principali competitor su queste piazze?
“Probabilmente gli olandesi che sono bravi esportatori ma è innegabile la preferenza accordata al bio made in Italy che è universalmente riconosciuto come sinonimo di grande qualità”.

– Il Medioriente, e soprattutto i vostri Paesi target, stanno investendo molto in serre per aumentare i volumi della propria produzione interna soprattutto di orticole…
“Vero. Per questo continuiamo a monitorate l’evolversi del mercato”.

– Very Bio potrebbe prendere in considerazione, in caso di mancanza di prodotto, come ad esempio, quest’anno per le pere, la possibilità di avere conferitori non italiani? Come ad esempio agricoltori greci?
“È escluso. Very Bio tratta solo prodotto italiano al 100%”.

– Quali sono i principali problemi logistici per l’export, in questo particolare frangente economico?
“Il problema in Europa è l’incremento dei costi dei camion. È aumentato il prezzo del gas, della benzina e c’è un problema di manodopera perché non si trovano autisti. Sul mercato extra Ue, la situazione è ancora peggiore perché non si trovano container e quelli che ci sono vengono venduti a prezzi elevati con incrementi che arrivano anche al 50% in più rispetto alle normali condizioni di mercato”.

– Quali sono le novità di prodotto che lanciate quest’anno?
“È appena iniziata la campagna del Bergamotto Bio per il consumo fresco, che è destinato tutto ai mercati di export, primo fra tutti la Francia. Quest’anno poi stiamo riproponendo un mix di carote colorate, arancioni, bianche e viola con la polpa gialla. Le avevamo già lanciate in passato ma quest’anno stiamo spingendo sullo storytelling e sulla comunicazione di massa anche grazie alla collaborazione con uno dei principali player di e-commerce italiani che sa valorizzare il prodotto agricolo”.

– In che modo?
“Con un sacco di plus che il supermercato tradizionale non può avere perché legato alla dimensione fisica”.

– Quali, ad esempio?
“Una vetrina online, ad esempio, che sappia raccontare l’agricoltore ed il prodotto al consumatore; un’attività di comunicazione spinta o, ancora, l’omnicanalità del marketing”.

– Quanto vale l’e-commerce nel giro di affari di Very Bio?
“È ancora una nicchia, circa il 5%, ma già da quest’anno pensiamo di crescere del 15-20% anche perché il canale e-commerce sta dimostrando una grande attenzione alla categoria Bio e questo si sposa con la nostra mission che è quella di valorizzare al massimo il prodotto dei nostri agricoltori. Anche negli anni di magra”.

Mariangela Latella

(fonte: Greenplanet.net)

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