PROTESTARE NON SERVE A NIENTE SENZA UNITÀ SINDACALE. E IL TAVOLO DELL’ORGANIZZAZIONE INTERPROFESSIONALE A CHE SERVE?

Condividi

Caro Lorenzo, ho letto il tuo editoriale “Boom dei costi e crisi ortofrutta: non differibile la resa dei conti con la GDO”.

Sono d’accordo con te che il boom dei costi delle materie prime è andato a incidere pesantemente sulla crisi che l’ortofrutta emiliano-romagnola, e non solo, sta vivendo per fattori endogeni ed esogeni, compromettendo il futuro di una delle aree più importanti dell’ortofrutticoltura nazionale. Ma se mi dici che la protesta e la richiesta di aiuto allo Stato viene solo dalle organizzazioni riunite in Agrinsieme (Confagricoltura, CIA, Copagri e Alleanza cooperative agroalimentari) e che per la resa dei conti con la GDO è necessario attivare il solito e inutile tavolo di filiera affidato al sottosegretario di turno – mentre da anni esiste Ortofrutta Italia, la prima organizzazione interprofessionale (OI) riconosciuta dal MIPAAF, dove quel tavolo è già pronto su iniziativa delle stesse organizzazioni professionali agricole e dei rappresentanti più autorevoli della GDO – mi viene da piangere per lo sconforto.
Certamente la Coldiretti ha alzato anch’essa i suoi lai, ma penso che tu sia d’accordo con me che ben altro peso avrebbe avuto il sit-in di fonte alla Prefettura di Bologna se l’Assessore all’agricoltura regionale fosse stato accompagnato dagli stendardi non solo di Confagricoltura, Cia, Copagri e Alleanza cooperative agroalimentari, ma anche di Coldiretti. Per colpa di tutti, e Coldiretti che è la più forte ha più colpa degli altri, ma le nostre organizzazioni professionali agricole non hanno ancora capito, quello che invece hanno capito i sindacati dei lavoratori (anche questi dopo tanto tempo) che l’unione sindacale è necessaria quando si deve chiedere allo Stato. E’ ovvio che una protesta avanzata solo da Agrinsieme per una grave situazione di crisi perde di forza quando non è accompagnata anche dalla voce della più grande organizzazione professionale agricola, la Coldiretti.
Se poi chiediamo al sottosegretario di turno l’apertura di un tavolo per affrontare la crisi che sta vivendo tutta la filiera – tavoli che non hanno mai servito a niente anche se preparano cronoprogrammi delle cose da fare, che poi le dovrebbe fare il povero Ministro in seno al Governo visto che non hanno nessun riconoscimento istituzionale – dimostriamo la nostra incapacità a usare gli strumenti che noi stessi ci siamo dati per regolare i rapporti di filiera, in particolare nei confronti della GDO.
Sul “Corriere Ortofrutticolo” ho più volte denunciato la totale incapacità di Ortofrutta Italia di intervenire per regolare i rapporti nell’ambito del settore. Proprio recentemente Nazario Battelli, presidente per tre mandati di Ortofrutta Italia, è stato sostituito da Massimiliano del Core, in rappresentanza di Confagricoltura. Il passaggio di consegne, avvenuto quasi a un anno dalle dimissioni di Battelli (che tra le righe faceva intendere di sentirsi solo, mentre la sua Organizzazione rischiava di restare impantanata, come scriveva, in un defatigante stillicidio di inutili e stancanti “secondo me”) è la dimostrazione più evidente della crisi dell’OI a cui partecipano tutte le organizzazioni professionali agricole e cooperative, le due unioni nazionali delle organizzazioni di produttori ortofrutticole e ANCC-COOP, ANCD (Conad), Federdistribuzione, FIDA-Confcommercio, Fedagromercati, FruitImprese. Mi pare che per la resa dei conti con la GDO non ci sia tavolo migliore di Ortofrutta Italia perché i rappresentanti della produzione ortofrutticola, e qui mi sorge il dubbio che lo siano veramente, hanno di fronte proprio COOP, CONAD e le altre insegne della grande distribuzione moderna. Ma da parte dell’OI silenzio totale.
Se poi mi dici che le richieste avanzate nella manifestazione di Bologna da parte di Agrinsieme avrebbero bisogno per essere soddisfatte dello stanziamento di un miliardo di Euro, mi viene da ridere. Essendo presidente di una cooperativa vitivinicola partecipo al Coordinamento del settore vitivinicolo di Fedagri, che proprio nella settimana scorsa si è riunito e anche in quella sede si è sollevato il grido di dolore per l’aumento dei costi delle materie prime. Qualcuno ha chiesto anche qui l’apertura di un tavolo di confronto tra il mondo della cooperazione, che vinifica il 60% dell’uva nazionale, e la GDO. Proposta certamente comprensibile trovandosi di fronte tante cooperative e poche grandi insegne della GDO che controllano gran parte della distribuzione al dettaglio, ma alla fine questo tavolo non avrebbe potuto fare altro che arrivare a una specie di moral suasion sugli obiettivi di prezzo che si fossero raggiunti. E anche da questo tavolo si sarebbero rivolte certamente delle richieste al Governo. Se poi aggiungiamo tutti gli altri comparti dell’agroalimentare, come il settore ortofrutticolo e vitivinicolo, soffrono per la situazione inflazionistica che sta vivendo non solo l’Italia, ma il mondo intero, credo che capirai perché di fronte alla richiesta di intervento per un miliardo di euro mi sia permesso di sorridere.
In occasione della presentazione del Rapporto COOP 2021, una delle migliori analisi sull’andamento dell’economia italiana, ho avuto modo di sentire l’intervento di Marco Pedroni, presidente di COOP ITALIA e di ADM (Associazione Distribuzione Moderna). Marco Pedroni non è la prima volta che mi colpisce per il buon senso dei suoi interventi, ha riconosciuto le difficoltà che la produzione e la trasformazione agroalimentare stanno incontrando per l’aumento dei costi delle materie prime e della logistica, ma nello stesso tempo si è detto preoccupato per la loro sostenibilità (parola di moda !!), se venissero trasferiti tutti sui prezzi al consumo.
Anche Pedroni chiedeva un intervento governativo che potesse cercare di mediare per riuscire a mantenere l’aumento dei prezzi al dettaglio entro un massimo del 5%, perché oltre, a detta di Pedroni, sarebbe insostenibile per il consumatore. Non so se si può essere d’accordo con questa proposta, a parte il fatto che bisognerebbe una volta per tutte essere d’accordo sui margini che vengono attribuiti alla GDO. Non si può confrontare solo lo scarto tra prezzi alla produzione e quelli che vengono richiesti al punto vendita. A questo proposito anche il Governo potrebbe fare la sua, infatti dopo l’approvazione di corsa quest’estate del Decreto legislativo per l’attuazione dell’art. 7 della legge delega n. 52 del 22 aprile 2021 sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare, non si sa più nulla. Pare, a detta del Ministro, che venga varato nel prossimo Consiglio dei Ministri (vedi news …). Certamente l’approvazione del decreto potrà contribuire ad evitare manovre scorrette a danno dei fornitori nell’ambito della filiera, ma dalle bozze disponibili appare fondamentale l’iniziativa delle organizzazioni professionali ed economiche dei nostri agricoltori. Vedremo…

Corrado Giacomini

economista agrario

 

Lorenzo Frassoldati

Caro Prof, c’è grande attesa per questo Decreto legislativo sulle pratiche sleali approvato (finalmente) in Consiglio dei ministri e pronto per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Speriamo che il testo non sia materia per azzeccagarbugli e contese legali infinite…Sul tema dei rapporti tra le Organizzazioni professionali agricole, con me sfondi una porta aperta. Servirebbe unità, almeno nelle proteste, quando si deve chiedere qualcosa allo Stato. Ma ormai siamo abituati a vedere muoversi questo mondo diviso: Coldiretti da una parte e tutti gli altri dall’altra. E nulla cambierà nel medio termine. Sul ruolo (finora inconcludente) dell’OI Ortofrutta Italia, siamo tutti ansiosi di vedere un cambio di passo con la nuova presidenza di Del Core, imprenditore innovativo e assai dinamico. Certo che il Tavolo dell’OI – dove siedono davvero tutti – va fatto funzionare, altrimenti parliamo davvero di niente…(L. Frass.)

Sfoglia ora l'Annuario 2024 di Protagonisti dell'ortofrutta italiana

Sfoglia ora l'ultimo numero della rivista!

Join us for

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER QUOTIDIANA PER ESSERE AGGIORNATO OGNI GIORNO SULLE NOTIZIE DI SETTORE