PERRINA, LA SFIDA DI OP ARMONIA PER RILANCIARE LE CLEMENTINE ITALIANE. PRIMI RACCOLTI NEL 2024

Condividi

Problemi di qualità e produzione (-11,4% di volumi solo negli ultimi 5 anni), un calendario progressivamente accorciato e di conseguenza una finestra commerciale sempre più ridotta, con la concorrenza estera (vedi Spagna, Marocco e Egitto) che corre e avanza.

Per la clementina italiana Comune non mancano le incognite per un futuro che sembra molto incerto. Tuttavia una svolta potrebbe essere rappresentata da una nuova varietà di clementina italiana in via di avanzata sperimentazione: si chiama Sanzo e che verrà commercializzata con il marchio (già registrato) di Perrina, denominazione che prende spunto da chi l’ha selezionata, l’agronomo Francesco Perri. La nuova varietà – che dal punto di vista gustativo è molto simile alla Comune – diventa di fatto la clementina italiana più tardiva in assoluto: promette di iniziare la maturazione dei frutti, a seconda degli areali di coltivazione, dalla seconda metà di dicembre fino a fine gennaio spingendosi anche a febbraio. La Comune invece si ferma a dicembre. Di conseguenza anche la commercializzazione tenderà ad allungarsi, avanzando di ben oltre un mese. Anche il calibro medio di Perrina è superiore alla varietà Comune.

 

Nel periodo di raccolta Perrina si inserisce tra la varietà di clementine Comune e le nuove varietà di mandarini tardivi come Tango, Nadorcott e Orri, che maturano successivamente.

Per spiegare le differenze tra la Comune e Perrina è stato creato anche un sito web – clementinaperrina.it – dove attraverso delle foto vengono messe in risalto le differenze di maturazione delle due tipologie di clementine.

 

Il progetto Perrina è nato ed è portato avanti dall’OP Armonia, realtà presieduta da Marco Eleuteri che raccoglie un’ottantina di produttori agricoli del Sud e Centro Italia.

“Con Perrina avremo la possibilità di andare sul mercato per quasi quattro mesi con una clementina italiana di qualità, omogenea per aspetto e gusto e con una forte distintività nazionale”, spiega Eleuteri.

“Il primo obiettivo è recuperare posizioni sul mercato con un prodotto italiano, dal momento che da gennaio in poi la tendenza è l’importazione di prodotto estero. Allo stesso tempo si potrà aprire una interessante finestra commerciale anche all’estero, a partire dall’Europa”.

Il piano prevede la messa a dimora di almeno 100 ettari nei prossimi due anni, entro quindi il 2024, quando inizierà la prima raccolta di un certo peso. Sono già stati piantati circa 20 ettari, tutti “impegnati”, con le prime piante coltivate da Vivai Milone di Lamezia Terme (Catanzaro). “Perrina si adatta a tutti gli areali del Sud Italia”, precisa Eleuteri. “Quindi oltre alla Calabria produrremo pure in Campania, oltre a Puglia e Basilicata. Perrina per i primi anni potrà essere coltivata solo in Italia. Dal 2026, in poi, invece, potrà essere data la possibilità anche ad aziende estere di piantare la varietà su terreni fuori dai confini nazionali. I forti investimenti di Op Armonia avranno l’obiettivo inoltre di aumentare la produzione (che oggi è di 60mila quintali) del 50% entro il 2027.

“Inoltre ci rivolgeremo solo ad organizzazioni di produttori attraverso specifici accordi, mentre non sigleremo patti con agricoltori individuali. Chi potrà commercializzare Perrina verrà inserito anche nel relativo sito web proprio per rendere chiaro e trasparente la gestione commerciale della varietà. Cureremo molto anche la comunicazione, per promuovere al meglio la nuova cultivar”. E intanto di Perrina iniziano a parlare pure i quotidiani nazionali, come Il Sole24Ore e Il Post, ma anche seguire trasmissioni radiofoniche come Radio DJ.

Emanuele Zanini

emanuele.zanini@corriere.ducawebdesign.it

Sfoglia ora l'Annuario 2024 di Protagonisti dell'ortofrutta italiana

Sfoglia ora l'ultimo numero della rivista!

Join us for

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER QUOTIDIANA PER ESSERE AGGIORNATO OGNI GIORNO SULLE NOTIZIE DI SETTORE