OROGEL, IL SETTORE SURGELATI TRAINA L’OP CHE SFIORA I 290 MILIONI DI FATTURATO

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Il cambiamento negli stili di vita imposti dalla pandemia ha privilegiato l’acquisto di prodotti pratici e comodi da conservare senza il timore della scadenza a breve termine. Il 2020 ha visto il mercato dei surgelati nel settore retail crescere del 15,5 per cento a valore (3.365 milioni di euro il fatturato sviluppato dall’intero comparto) e del 12,5 per cento a volume (648mila tonnellate di prodotti commercializzati).

A questi numeri positivi ha fatto da contraltare il trend negativo del fuoricasa. L’intero comparto della ristorazione commerciale e della ristorazione collettiva, a seguito della chiusura di esercizi pubblici, bar, ristoranti, mense, scuole, ha subito in tutti i settori un forte ridimensionamento e il mercato dei surgelati – che ha nel fuoricasa più del 37 per cento del totale di consumi nel nostro Paese – ha registrato una perdita di almeno un quarto del fatturato, pari a circa 600 milioni di euro.

In questo scenario, la divisione retail di Orogel comunica di aver chiuso l’esercizio 2020 con una performance pari al +11,1 per cento a volume e al +15 per cento a valore. La crescita ha consentito all’azienda di compensare l’impatto negativo delle vendite sviluppate dalla divisione food service e di registrare, come dato generale, gli stessi volumi sviluppati nel 2019 e un fatturato superiore del 4 per cento. Nello specifico, il valore della produzione nel 2020 di Orogel, nella sua veste di Organizzazione di produttori, è stato di 289,5 milioni di euro (+4 per cento rispetto al 2019).

Buoni anche i risultati reddituali che hanno registrato un cash flow di 41,8 milioni di euro e un risultato netto di 25,3 milioni che è stato accantonato a riserva indivisibile, a sostegno dei forti investimenti del Gruppo tuttora in corso. La posizione finanziaria netta dell’intero Gruppo è di 18,3 milioni di euro. Il patrimonio netto contabile è salito a 230 milioni per la sola Orogel Società cooperativa agricola.

Nel contesto degli investimenti, si inserisce anche la struttura Orogel 3, inaugurata nel 2019, per un investimento complessivo di 40 milioni di euro. Il completamento di quest’ultima struttura fa parte di un ulteriore progetto per 25 milioni di euro, inserito all’interno di un piano di investimenti previsti nel triennio 2021-2023 di 100 milioni di euro.

“Siamo soddisfatti dei risultati conseguiti, nonostante la crisi pandemica generale – dice il presidente di Orogel Bruno Piraccini (nella foto) -. Orogel ha svolto il suo ruolo di produttore e fornitore di alimenti senza interruzioni dell’attività e assicurando servizi efficienti e tempestivi di fronte alle emergenze anche di mercato. Per questo ringraziamo tutto il personale, i dirigenti, gli agricoltori e i fornitori in generale. I dati del bilancio sono ancora più positivi se consideriamo i maggiori costi sostenuti per la prevenzione dei contagi. Il welfare aziendale è stato incrementato, riconoscendo compensi integrativi a dipendenti e soci per i disagi che hanno dovuto affrontare. Inoltre, direttamente e attraverso la nostra fondazione For abbiamo erogato il valore di 800.000 euro in denaro e 1.300.000 euro in prodotti per gli ospedali, la Caritas e per altri enti assistenziali del territorio”.

Orogel prosegue anche le sue politiche ambientali, riassunte nel progetto Orogel Green presentato ufficialmente al pubblico e a tutti gli stakeholder con un’impattante campagna di comunicazione. “Il progetto globale di Orogel – spiega l’ad Giancarlo Foschi – punta su un’espansione produttiva sostenibile e green, con un orientamento a riconvertire le produzioni dell’intera propria filiera a coltivazioni a residuo zero. L’attenzione alla sostenibilità si manifesta a 360 gradi all’interno del Gruppo con il potenziamento delle fonti sostenibili a livello energetico, l’impiego di impianti di cogenerazione, di produzione di energia alternativa, di risparmio energetico e di riutilizzo dei prodotti di scarto delle lavorazioni, sino all’impiego di autotrasporti a metano che riducono l’emissione di CO2. Anche il packaging utilizza plastica al cento per cento riciclabile, che può essere riutilizzata per dare vita a nuovi prodotti”.

(fonte: Corriere Cesenate)

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