OP ARMONIA, TRA RINNOVAMENTO VARIETALE E NUOVE SOCIETÀ MISTE PER DARE VALORE A PRODUTTORI E PRODUZIONI

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Op Armonia continua ad investire a 360 gradi. L’organizzazione di produttori di Battipaglia con soci in quasi tutto il Mezzogiorno (in particolare Campania, Calabria, Basilicata e Puglia) nel 2020 aumenterà le risorse finanziarie destinate alla comunicazione B2C a supporto delle vendite della linea “Dolce”, in misura proporzionale al relativo aumento di fatturato, su cui il gruppo si attende un +30%. Si passerà così dai 100 mila euro investiti quest’anno ad almeno 130-140 mila euro il prossimo anno, ormai alle porte.

Ma investimenti molto importanti si stanno effettuando per alzare ulteriormente l’asticella della qualità, a partire dal rinnovamento varietale nel comparto agrumi. A spiegarlo al Corriere Ortofrutticolo è Marco Eleuteri (nella foto), amministratore delegato dell’op. “Oltre all’attività di breeding attualmente in corso in collaborazione con il Crea di Acireale (con il quale è stato istituito l’unico programma italiano di miglioramento genetico della clementine), coordinata dal nostro Citrus Scientist Specialist Francesco Perri, nel 2019 abbiamo realizzato un innovativo campo sperimentale, dove abbiamo messo a dimora “i primi frutti” del programma di ricerca”.

Riguardo all‘innovazione varietale Op Armonia ha avviato l’iter per la registrazione comunitaria di Sanzo VCR, varietà tutta italiana di clementine medio tardive, mutazione spontanea della varietà Comune. “Sanzo ci consentirà nei prossimi anni di prolungare la campagna clementicola fino all’inizio di febbraio con un prodotto dal profilo gustativo del tutto simile alla varietà Comune, sicuramente la più apprezzata dai consumatori italiani, prima di passare a varietà più tardive (e non italiane) di mandarini di ultima generazione.

E qui arriva un’altra importante novità: la creazione di società miste da una parte per dare ulteriore valore alle produzioni, dall’altra per sostenere gli agricoltori e elevare ulteriormente il livello qualitativo .

“Per diffondere il prima possibile questi piani su ricerca e innovazione all’interno della nostra compagine produttiva”, precisa Eleuteri, “abbiamo deciso di scendere direttamente in campo nella produzione attraverso formule collaborative per noi del tutto nuove e che ci vedranno impegnati direttamente non solo da un punto di vista finanziario, ma anche compartendo il rischio d’impresa unitamente  ai nostri soci agricoltori”.

“L’idea è abbastanza semplice”, spiega l’imprenditore a capo di una delle principali realtà ortofrutticole del Sud Italia: “Abbiamo soci agricoltori con buona disponibilità di terreno in zone vocate, ma con ridotte capacità di investimento. L’idea è quella di creare società miste tra questi agricoltori e la stessa Op. Queste nuove società prendono in affitto i terreni dell’agricoltore. In questo modo l’Op non svolgerà più una semplice funzione di indirizzo ma finanzierà anche il rinnovamento varietale e l’ammodernamento degli impianti. Inoltre fornirà l’assistenza tecnico-agronomica all’agricoltore che continuerà, da parte sua, ad occuparsi della coltivazione degli stessi terreni. Il capitale investito sarà poi restituito dalla nuova società all’Op secondo un piano di rientro “light” che terrà conto del graduale aumento della produzione della nuova azienda”.

Un progetto che non ha tempi medio-lunghi bensì immediati. “Partiremo già nel 2020 con una prima azienda-pilota nel Tarantino, su un’area di 60 ettari partendo proprio con la nuova varietà Sanzo VCR. Questo ci permetterà di testare la bontà della nuova formula produttiva, e valutarne la sua ripetibilità su più ampia scala”.

Emanuele Zanini

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