NOVARANCIA, I PRIMI DATI SUL PROGETTO DI PREVENZIONE DELLE FITOPATIE DEGLI AGRUMI

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Agronomi, produttori, ricercatori hanno accolto con vivo interesse, a Giarre nella sede dei Vivai Faro, l’incontro organizzato nell’ambito del progetto NovArancia. Un seminario,quello tenutosi a Giarre, ideato per condividere alcune innovazioni nel settore vivaistico e nella selezione del materiale di propagazione, nell’ambito del progetto Novarancia finanziato dal bando Psr 2014-2022 che vede come capofila l’azienda Lucio Oliveri e tra i partner il  Consorzio di Tutela dell’Arancia rossa di Sicilia e del Consorzio Euroagrumi O.P.

Perché NovArancia

Nell’introdurre i lavori, Antonino Catara, nella qualità di Innovation broker, ha ricordato che il progetto nasce dalla insufficiente disponibilità di materiale di propagazione agrumicolo certificato. Il che rende assolutamente necessario un adeguamento del vivaismo agrumicolo e delle procedure di certificazione genetica e sanitaria del materiale di propagazione. Esperienza già vissuta in altri paesi agrumicoli.  NovArancia intende sperimentare tecnologie e processi innovativi, capaci di accelerare il percorso, anche in considerazione della minaccia fitosanitarie che grava nel Mediterraneo. Obiettivo condiviso dalla dirigente dell’ispettorato dell’Agricoltura di Catania Maria Rosa Battiato, dalla presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Catania Aurora Ursino dal e da Salvatore Scrofani, vicepresidente Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP.

“Siamo fortemente interessati e coinvolti  come partner in questo progetto, perché l’innovazione e l’attenzione alla prevenzione delle fitopatie sono nel DNA del nostro Consorzio da sempre. Continueremo a fare la nostra parte affinché NovArancia sia un progetto capace di portate benefici concreti al mondo dell’agrumicoltura, come sta già dimostrando di sposare fare” ha dichiarato il vice presidente del Consorzio Arancia Rossa di Sicilia IGP, Salvatore Scrofani.

Il contesto mondiale

La produzione mondiale di agrumi ha superato i 110 milioni di tonnellate, oltre il doppio rispetto all’inizio degli anni Novanta. I Paesi del Mediterraneo producono circa 22 milioni di tonnellate. Il numero di patogeni che si trasmettono per innesto è triplicato. Alcuni, detti di quarantena, sono distruttivi, minacciano i paesi del Mediterraneo, ha spiegato Grazia Licciardello (CREA-OFA), e richiedono sorveglianza territoriale continua. Di essi l’EFSA raccomanda a tutti i Paesi Ue un monitoraggio finalizzato al rilevamento tempestivo, sistemico e coordinato. La tristezza, associata a ceppi che causano danni al nesto anche se su portinnesti tolleranti al virus, la clorosi variegata causata dal batterio Xylella fastidiosa, attualmente presente in Puglia su olivo, e il greening (HLB), che causa danni incalcolabili in Brasile e in Florida. “L’introduzione dei patogeni responsabili di queste malattie o dei loro vettori potrebbe provocare problematiche difficilmente gestibili.

È pertanto urgente estendere la divulgazione e attivare competenze utili alla diagnosi di campo e di laboratorio”. In questo senso si muovono le recenti norme per la certificazione del materiale di propagazione agrumicolo (e non solo), illustrate da Sebastiano Vecchio, Dirigente del Servizio fitosanitario Regione Siciliana nella sede di Acireale. Nell’occasione è stata anche illustrata l’attività svolta dal servizio fitosanitario regionale relativamente alla sorveglianza per Xylella.

Risultati del primo anno

In tale consapevolezza, il progetto NovArancia ha già messo a punto un protocollo di sequenziamento, che presenta notevoli vantaggi nell’approntamento più rapido delle sezioni incrementali di nuove accessioni in attesa di essere iscritte nel registro varietale. Sergio Gulisano, responsabile del partner Azienda Piante Faro, ha presentato alcune tecnologie per velocizzare la produzione di astoni innestati a gemma all’altezza di 20 cm pochi mesi dopo la semina.

Attività in corso

Cinzia Oliveri, responsabile del progetto, ha comunicato  Che circa 4000  astoni di arancio Tarocco (Ippolito, Lempso e Meli),  saranno mesi a dimora subito in quattro campi dimostrativi allestiti in aree diverse della nella Sicilia orientale in aziende partner del progetto Novarancia. Intenso anche il programma di divulgazione dei risultati, già avviato attraverso pubblicazioni, visualizzabili sul portale web novarancia.it, divulgati anche a opera del Consorzio di Tutela dell’Arancia rossa di Sicilia e del Consorzio Euroagrumi O.P.

A chiusura dei lavori, l’agronomo Salvatore Leocata, Giuseppe Reforgiato Recupero (già ricercatore al CREA) e l’agronomo Antonino Azzaro hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto, nella consapevolezza che i risultati potranno contribuire a dare dinamismo al nostro vivaismo agrumicolo e accrescere la competitività del settore.

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