LIBRI AL POSTO DELLA FRUTTA, OROGEL CONGELERÀ PREZIOSI VOLUMI ANTICHI PER SALVARLI DAL FANGO

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Stavolta, giù la pala. Mentre in tutta Forlì migliaia di persone continuano a dare una mano nella lotta contro il fango, lunedì pomeriggio 150 volontari si sono seduti ad ascoltare un’esperta restauratrice: nessuno di loro aveva idea di come si tratti un testo del Cinquecento finito sott’acqua oppure coperto di fango. Semplice: bisogna congelarlo. Tanto che si è chiesto aiuto a un colosso del settore: Orogel, l’azienda cesenate leader dell’ortofrutta surgelata.

Nelle ultime ore, è salita alla ribalta una nuova emergenza: quella della cultura. Nella zona del disastro, a Forlì sono colpiti due luoghi che quasi nessuno conosceva: l’archivio comunale nel quartiere Cava e il seminterrato del seminario diocesano, a San Benedetto. Il patrimonio comprende libri e riviste moderne, incunaboli del Cinquecento, testi ancora più antichi, pergamene, reperti del museo del Risorgimento o dell’Archeologia. Ma, attenzione, anche pratiche degli uffici dell’Urbanistica, con il rischio di paralizzare le nuove richieste dei cittadini. Il deposito del Comune è stato interamente coperto d’acqua: ora resta il fango. L’alluvione ha rovesciato ogni scaffale. Al seminario, invece, sono entrati due metri e mezzo d’acqua: i libri galleggiano come zattere alla deriva (“danni incalcolabili”, commenta la diocesi). Qui l’operazione è complicata dal fatto che c’è perfino una perdita di gasolio. Quando si potrà, forse già oggi, i volontari estrarranno dall’acqua i volumi uno per uno. Con loro, ci sono i carabinieri specializzati nella tutela del patrimonio e una colonna mobile di vigili del fuoco dal Friuli.

I libri sommersi dal fango

Per salvare i libri, non bisogna semplicemente farli asciugare. Orogel ha già previsto una cella di quelle che normalmente ospitano frutta e verdura a 25 gradi sotto zero, stavolta tutta riservata alla cultura. Oltre ai due fondi forlivesi, confluirà qui l’archivio municipale di Sant’Agata sul Santerno in provincia di Ravenna, altro epicentro della catastrofe. “La richiesta della Soprintendenza mi ha sorpreso – spiega il presidente di Orogel Bruno Piraccini –, non avrei mai pensato a un utilizzo di questo tipo. Il sistema è tutto computerizzato. Per fortuna, anche se siamo a 800 metri dal fiume Savio, non abbiamo avuto danni”. “Iniziano ad entrare nel vivo le operazioni di messa in sicurezza del patrimonio danneggiato e gli interventi nelle situazioni più critiche – spiega il sottosegretario ai Beni culturali Lucia Borgonzoni, giunta a Forlì per un sopralluogo –. È fondamentale che i comuni ci segnalino tempestivamente situazioni a rischio”.

(fonte: Quotidiano.net)

(nella foto Valter Zino, direttore impianti Orogel intervistato dal TG1)

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