INFLAZIONE, LA CRISI ZAVORRA I CONSUMI: -2% PER L’ORTOFRUTTA

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La frenata dell’inflazione nel 2013, che si attesta all’1,2 per cento ai livelli più bassi dal 2009, è direttamente collegata al crollo dei consumi delle famiglie. D’altra parte, nell’ultimo anno gli italiani hanno speso in media il 60 per cento del loro reddito mensile soltanto per affrontare le spese obbligate, tra tasse, utenze domestiche e mutuo per la casa.

In questo modo i consumatori sono stati costretti a dover tagliare su tutto il resto: solo per il cibo c’è stata una riduzione della spesa del 4 per cento circa, che vuol dire circa 2,5 miliardi di euro in meno per acquistare alimentari e bevande. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat diffusi oggi. In particolare, le famiglie oggi comprano meno pesce (-3,4 per cento) e ancor meno carne rossa (-3,9 per cento), così come meno latte (-2,7 per cento) e ortofrutta (-2 per cento) – spiega la Cia -. Inoltre si rinuncia drasticamente all’uso dell’olio extravergine d’oliva (-8,8 per cento) e inizia a perdere terreno anche la pasta (-1,2 per cento), mentre resiste l’altro alimento “povero” per eccellenza, cioè le uova (+1,8 per cento).

Ma non è solo la quantità ad essere tagliata, con la crisi gli italiani hanno cambiato radicalmente abitudini e modalità di fare la spesa al supermercato -aggiunge la Cia-. Pur di risparmiare, infatti, il 65 per cento delle famiglie compara i prezzi con molta più attenzione; il 53 per cento gira più negozi alla costante ricerca di sconti, promozioni e offerte speciali; il 42 per cento privilegia i “formati convenienza”; il 32 per cento abbandona i grandi brand per marche sconosciute e prodotti di primo prezzo e il 24 per cento ricomincia a fare cucina di recupero con gli avanzi.

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