GLIFOSATO, CONFAGRICOLTURA BOLOGNA CONTRO LA REGIONE EMILIA ROMAGNA: “BLOCCARLO È INGIUSTIFICATO”

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Niente fughe in avanti sul glifosato: la Regione Emilia-Romagna non si sostituisca agli organismi europei”.

L’ammonimento è di Guglielmo Garagnani (nella foto), presidente di Confagricoltura Bologna, dopo che l’Assemblea legislativa di piazza Aldo Moro ha approvato una risoluzione per vietare l’utilizzo dell’erbicida.

Guglielmo Garagnani

L’impegno della Regione Emilia Romagna di interrompere gradualmente l’utilizzo del glifosato resta ancora oggi ingiustificato e soprattutto una posizione demagogica, in quanto, secondo dati scientifici, non si tratta di un prodotto dannoso per la salute e per l’ambiente – argomenta il presidente di Confagricoltura Bologna – Non a caso, l’Unione Europea ne permette l’utilizzo e sta valutando, addirittura, di prolungarne l’impiego. Per questo motivo chiediamo alla Regione di non sostituirsi agli organismi internazionali, ma di procedere seguendo le loro indicazioni. È importante non creare una differenza di trattamento con le altre Regioni e gli altri Paesi europei, per una situazione che potrebbe colpire duramente l’agricoltura”.

La risoluzione, approvata dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna nelle scorse settimane, prevede inizialmente il divieto d’uso in tutte le aree extra agricole. Successivamente, a seguito di un potenziamento della ricerca per individuare sostanze e pratiche alternative di contrasto alle erbe infestanti, nonché la predisposizione di misure e azioni all’interno del prossimo Programma di Sviluppo Rurale rivolte a sostenere gli agricoltori che si impegnano da subito a eliminare l’utilizzo del glifosato, riguarderà anche il settore primario.

“Fatichiamo a capire il perché si sia arrivati a prendere questa decisione, che andrà a colpire moltissimi agricoltori nella provincia di Bologna – spiega Garagnani – L’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) non ha ritenuto giustificata una classificazione del glifosato in base a mutagenicità delle cellule germinali, carcinogenicità e tossicità riproduttiva. Inoltre la stessa Unione Europea ha approvato il suo utilizzo fino al 15 dicembre 2022 e sta analizzando i dati raccolti per prorogarne l’uso”.

L’ECHA e l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare), infatti, stanno valutando i dati scientifici preparati dalle autorità nazionali competenti di Ungheria, Francia, Paesi Bassi e Svezia – note collettivamente come Gruppo di valutazione sul glifosato (AGG). Le consultazioni sono state chiuse dopo aver ricevuto 416 contributi da dentro e fuori l’Unione Europea.

Sulla base di questi dati, nel 2022 la classificazione del glifosato sarà nuovamente esaminata dal Comitato per la valutazione dei rischi dell’ECHA, mentre l’EFSA effettuerà una revisione conclusiva verso la fine del nuovo anno. Toccherà poi alla Commissione Europea presentare la proposta per l’eventuale rinnovo dell’autorizzazione all’uso del glifosato, che non è pertanto esclusa.

“Alla luce di tutto questo fughe in avanti sono premature e immotivate. Noi di Confagricoltura siamo a disposizione per un confronto con la Regione e siamo pronti a dare tutto il nostro supporto per approfondire nei dettagli la questione – conclude Garagnani – e trovare un punto di incontro che possa aiutare concretamente il settore agricolo e tranquillizzare la popolazione”.

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